giovedì 10 maggio 2012

That's mine! idea

Una delle poche "star" con cui sono fissata (con "star" intendo in maniera variabile attori, cantanti, personaggi famosi, chiunque appaia in foto nel web, sullo schermo o sulle riviste patinate) è Lauren Conrad e, di conseguenza, il suo blog LaurenConrad.com è una tappa fissa nei miei giri quotidiani.

Qualche giorno fa ha postato sul suo profilo instagram e poi sul blog le foto di queste meraviglie:



Con That's mine! avevo intenzione di fare dei braccialetti simili (che presto verranno pubblicati), ma anche questi mi ispirano molto!
Cosa ne pensate? :D

mercoledì 9 maggio 2012

Primo #instameeting a Genova

Portare un pezzo di focaccia.
Questa è stata l'unica l'unica regola per poter partecipare al primo "raduno" di instagramers genovesi.
L'appuntamento è stato alle 18.00 all'isola delle chiatte, ognuno con il suo smartphone in mano (ok, sì, c'era anche un possessore di iPad).


E fu così che i primi 23 impavidi utenti si sono riuniti per conoscersi, sbranare un pezzo di focaccia e bersi un bicchiere di vino bianco, gentilmente offerto dai Sig. Instagram Genova.

Tra facce e nickname noti, giovani leve, qualche lieve movimento "tellurico" (eravamo pur sempre su una chiatta) e mani unte, ci siamo presentati, conosciuti, fotografati, taggati, ci siamo scambiati nomi, hashtag e la promessa di bissare l'appuntamento, come qualcuno l'ha prontamente ribattezzato, magari ancora più numerosi di ieri!

(pic presa dal profilo di Instagramers Genova - QUI il gruppo Facebook)

martedì 8 maggio 2012

B come biscotto. B come bustine di tè.

Le temperature non sono già prettamente estive per cui si può ancora parlare di tè con i biscotti.
Forse ancora meglio sono i biscotti a forma di tè. Anzi di bustine del tè.

tea bag cookies

Quando ho visto questi biscotti non ho potuto non dedicare loro un post, visto anche il nome del mio blog, Just My Tea Cup :)

tea bag cookies 2

Il blog francese Le Pétrin ci spiega passo passo come fare, ammesso che sappiate il francese!
Con un poì di inventiva, ignoranza francese a parte, possiamo benissimo arrangiarci da sole.
Secondo me si possono, infatti, fare con la propria ricatta preferita (anche con della semplice pasta frolla, yummy!) e poi immergerli semplicemente nel cioccolato fuso :)

Nel blog viene anche spiegato come ritagliare la "forma perfetta" (basta prendere una bustina di tè -vera- ricalcarne la forma su un cartoncino da ritagliare e poi appoggiarla sull'impasto).
Ricordatevi di fare il buchino in cui far passare il filo!



Una volta cotti i biscotti secondo la vostra ricetta bisogna aggiungere le etichette (qui non siamo mica a pettinare le bambole eh!).
Cliccate QUI per scaricare il pdf delle etichette, stampatele e ritagliatele. 
Fate un buchino in mezzo e piegatele in due.
Ora ritagliate dei fili di cotone (quello da cucire va benissimo!). Ok, ma di quale lunghezza? Questi sono problemi veri!!!
Fate così, misurate quella del filo delle bustine normali: il vostro filo dovrà essere un po' più del doppio.
A questo punto piegate il filo in due, fate un nodino all'estremità (dove ci sono le due "code libere") e infilatelo nel buchino dell'etichetta. A questo punto incollate le due alette.
Con la parte rimasta libera "annodate" il filo al biscotto.
Immergete la "bustina" nel cioccolato fuso, lasciate solidificare e ta-daan!

Ecco qua un tea party versione 8 Maggio bello che pronto!
Enjoy!

tea bag cookies1

tea bag cookies3

sabato 5 maggio 2012

DIY #3: Neon rhinestone bijoux

Ultimamente tengo tanto al povero Just My Tea Cup che, se non me lo avesse ricordato Noemi di DIY - Noxcreare (andate a vedere il suo blog, ci sono tante idee interessanti!) non mi ricordavo neanche di avere una tag DIY. Così, tanto per.

Ultimamente, dopo aver visto il post di Carolina di Fashion Squad, sono entrata in fissa con questa collana di H&M. Cristallazzo bello pesante e pietre giallo evidenziatore (o neon o fluo che dir si voglia)


A rincarare la dose ha pensato bene anche Vale, con il suo post dedicato alle Statement Necklace: dopo una carrellata di collanone a cui il mio portafogli diceva "No, grazie" secondo voi cosa c'era in fondo? LEI.

Lei anche nel blog di Laura di Purses&I (QUI) e di Andy di Stylescrapbook (QUI): gli allineamenti celesti mi dicevano che doveva essere mia.
Ovviamente mi metto a studiare e altrettanto ovviamente scopro che in Italia la collana si trova solo.... a Venezia.
Comodo.
Vicino, soprattutto.
Ora sto mobilitando tutte le mie conoscenze e le mie forze (faccia di bronzo compresa) e vedremo come finirà).

Nel mentre mi consolo guardandomi intorno e cercando di realizzare un DIY casereccio che-di-più-non-si-può (tutto il web ne è pieno e io ne aggiungo uno: il mio) per produrre della bigiotteria "fine&elegante" per la primavera/estate 2012.

Quello di cui necessitiamo sono:
- bijoux tutti-tempestati-di-cristalli & affini vecchi o nuovi. Io volevo sperimentare ed ho riciclato due paia di vecchi orecchini che non usavo più
- smalti colorati. Anche qui: potete comprarli nuovi, magari da Kiko o in qualche profumeria/banchetto del mercato da poco, del colore che volete. Perché magari non tutti hanno in casa smalti gialli fosforescenti o arancioni. O forse sì. Anche in questo caso, io ho aperto la mia scatola e pescato qualche smalto colorato
- top coat trasparente.

Gli smalti che ho utilizzato nel mio caso sono:

per gli orecchini pseudo neon 
- rosa carico Kiko n.287
- verde bosco Forever XXI (?)

per gli orecchini pastello
- Nouvelle Vague Chanel n.527
- rosa e arancione Manucure Couture colour nail polish duo, edition 8

top coat:
- Seche Vite dry fast top coat



Scegliete i colori che volete e come/quali pietre dipingere, mettete un foglio di protezione sul tavolo e iniziate:





Mettete ad asciugare a lungo! Resistete alla tentazione di toccarli per vedere se sono asciutti :)
Passate una mano di top coat e aspettate ancora.



Et voilà!
Benvenute nel mondo drogato dei neon (and pastel) rhinestone bijoux!

giovedì 3 maggio 2012

Mascara wand: sì o no?

Fin da molto prima del mio disastroso incontro con il Diorshow Blackout, mi sono sempre chiesta se le varie diverse forme dei pettinini dei mascara servissero a qualche cosa.
Accendi la tv, apri una rivista e la storia è sempre la stessa: le cose cosmetiche, almeno ogni due mesi, ti propongono il nuovo mascara rivoluzionario, con pettinino rivoluzionario e rivoluzionaria nuova formula che promettono rivoluzionarie ciglia lunghe tre metri (no, non sono finte quelle della modella protagonista dello spot, no, no. E neanche un pochino photoshoppate).
E ogni volta, invece, è sempre la solita minestra: un rimmel uguale identico a quello precedente.

Apro una parentesi.
Spesso mi chiedo se i pubblicitari non si vergognano. Tutti i prodotti che sponsorizzano dovrebbero cambiarti la vita e invece... e invece no. Forse, in verità, quelli che si devono vergognare siamo noi acquirenti che, ogni volta, ci caschiamo in pieno come polli. E compriamo.
Chiusa la parentesi.

Dicevo. I pettinini, ah sì.
Dunque, c'è quello lungo, quello corto, quello con le setole, quello con la spirale. 
Quello ricurvo, quello ricurvissimo.
Quello tondo per la coda dell'occhio (??? ci ritroveremo ad avere un mascara per occhio, o addirittura uno per ciglia?).
Quello di plastica e quello in setole naturali.
Quello con le setole di lunghezza variabile, più lunghe in cima, più lunghe in fondo, più corte in mezzo.
Quello a pettine, quello mezzo setole/mezzo pettine.
Insomma, da fare concorrenza agli spazzolini da denti (a proposito, solo l'idea di uno spazzolino che pulisce la lingua mi fa venire nausea, figuriamoci nella realtà).

Arrivando al succo del discorso: tutte queste forme e materiali variabili servono a qualcosa?
The Beauty Department dice di sì e, per chi come me è pigro anche nel leggere l'inglese, spiega anche il tutto con comode immagini a prova di scemo:


Siore e siori, il mascara è sempre lo stesso, il metodo d'applicazione e le ciglia (della modella) anche, si cambia solo l'applicatore e la differenza c'è!
C'è veramente o la notiamo che c'è perché sappiamo che dobbiamo notare qualcosa?
Se poi questa dal vivo salti così all'occhio questo -per adesso- non ci è dato sapere.

Voi fanciulle avete mai dato peso a cotanto argomento?
Se volete, sul sito di The Beauty Department c'è anche il sondaggio "Which mascara wand is your favourite'" a cui rispondere!

lunedì 23 aprile 2012

Noi Americani vi vediamo così

ATTENZIONE!
pseudo-spoiler!
Se non ha ancora visto To Rome with love rimanda la lettura del post :)



Prendi una donna. (Trattala male. No, quella è un'altra storia)
Preferibilmente con i capelli scuri, meglio se neri.
Falle una crocchia bassa, magari con la riga in mezzo.
Niente trucco, mi raccomando.
Le borse sotto gli occhi e l'aria sbattuta sono bene accette.
Mettile una cappetta di quelle incrociate, allacciate davanti, lunghezza al ginocchio. Stampa a disegnini.
Dalle una borsa della nonna con un manico solo.
Un paio di scarpe scure a mezzo tacco.
Ora, se vuoi, hai anche la scelta di darle un coltello in mano e farla urlare come una isterica.

Adesso dimmi: chi è?

La maggior parte di voi sono sicura diranno: "Un'attrice qualsiasi, uscita da un film a scelta con Anna Magnani, Marcello Mastroianni o Sophia Loren, in un periodo indefinito compreso tra gli anni '40 e i '60".

Vorrei tanto dire che avete indovinato.
E invece no.

Trattasi dello stereotipo di donna italiana degli anni '10, ma del 21° secolo, direttamente dall'ultimo film di Woody Allen, To Rome with Love.

Dopo il turno di Londra (Match Point, 2005, Scoop, 2006, e Sogni e delitti, 2007), Barcellona (Vicky Cristina Barcelona, 2008), Parigi (Midnight in Paris, 2011), il carissimo Allan Steward Königsberg, aka Woody, torna ad omaggiare l'Europa che tanto lo ama e ammira, proponendo come scenario-protagonista la Città Eterna.

Grazie, te ne siamo grati, sei stato tanto gentile, ecc ecc, però.

Però le donnette che urlano isteriche per difendere il marito o gli uomini con tanto di panza e canotta, magari no.
Case squallide, buie, con letti matrimoniali dalla testiera in legno scuro e lavorato.
Carta da parati a fiori stinta.
Bambini che fanno colazione in canottiera.
Uomini che vanno a lavorare con vecchie macchine scalcagnate e passano il tempo in ufficio attorno alla macchietta dell'acqua ad ammirare le colleghe stangone tutte curve, avvolte in vestitini stretch neri con rose rosse (!!!, neanche al mercato rionale) che consegnano buste scuotendo i capelli lunghi fino al sedere.
Personaggi che si chiamano Michelangelo e Leonardo (ma dai, su.........), Leopoldo e Serafina.
Processioni religiose per strada, a caso.
Antonio Albanese divo sex symbol del cinema.
Dolce e Gabbana.

Mancavano la pizza, gli spaghetti e il mandolino e facevamo l'en plein.

Con questo non voglio giudicare nel complesso il film (detto fra noi, mi ha lasciato parecchio delusa), ma come gli americani vedono, oppure hanno voglia di vedere, gli italiani.
Indietro di almeno 60 anni, squallidi, con la passione per le donne e per la cucina.

Un bel quadretto, insomma, che mi ha infastidito e non poco.
(Leggi QUI un altro punto di vista sul film)

Ultimo appunto.
La giovine coppia proveniente da Pordenone che dice "la gggEntE" con accento romano nun se pò sentì.

martedì 17 aprile 2012

Meglio tardi che mai (o forse sarebbe meglio MAI?)

Quelle delle vacanze estive a Ottobre.
Quelle di Natale a Febbraio.
Quelle di Pasqua... vuoi dire che riesco a pubblicare un post con le foto delle vacanze pasquali appena il marterdì della settimana dopo?
Qui si parla di miracolo gente, sto migliorando!
Ah! i bei tempi andati in cui tra il click sulla macchina fotografica e quello sul tasto "pubblica post" passavano tre secondi netti!

Ora la pigrizia avanza a passi ben lunghi e distesi per cui la reflex giace chiusa in un cassetto e ciao.
Si sente un pochino utile -povera lei- quando la uso per le foto di That's mine! ma poi, sbam, si ritrova di nuovo chiusa nel cassetto.
Eeeeh, me la dimentico, capita.

Me la dimentico perché ora c'è Instagram che tutto immortala e le foto schifose vengono trasformate in foto meravigliose solo grazie all'uso del filtro e il mosso neanche si vede perché la risoluzione ovviamente è quella che è (benché non me ne possa lamentare).
Per cui, se non le avete già viste dodicimila volte in tutti i Social Network a cui sono iscritta, eccole qua!

La serata inizia in quarta, quando trovo ad attendermi la super trippona Lady Minni, che in questa foto sembra anche meno cicciona del solito ma vi assicuro CHE NON E' COSI' (salutate le mie AllStar lerce).


Si prosegue poi splendidamente con un attacco di scemenza acuta, scatenatosi all'apertura del nuovo Vanity Fair (a proposito: lo sapete che tra le altre cose G. mi ha regalato l'abbonamento a VF? Eh? Eh?)


La serata decolla all'incontro, con mio sommo giubilo del delebre Jack di fiori dallo sguardo indagatore e scrutatore, il mio mito dei dopopranzi estivi campagnoli


Ciao, sono una blogger normale di quelle vecchio stampo, ma da sempre desidero diventare una fashion  blogger coi fiocchi, solo che mi vergogno troppo


 Una carrellata di foto di fiori, a cui non frega niente a nessuno




Finalmente il cielo blu, come piace a me.
Da piccola avevo un pennarello Jumbo turchese e nelle domeniche mattine di primavera quando tiravo su la tapparella confrontavo il colore del cielo con quello del pennarello: se il colore era lo stesso significava che era una bella giornata.


Se magna!!
La cima alla genovese è uno dei miei piatti preferiti, ma se è solo leggermente diversa da quella che fa mammà mi dà fastidio mangiarla (lo stesso vale per mille altre cose)


Un'altra noiosa foto di fiori, ma questa volta a tavola


La colomba!! Mi piace più la decorazione che il dolce in sè :/


E per finire, una pasquetta all'insegna del sole, di temperature miti e di abbronzature forsennate


martedì 10 aprile 2012

"Sai ho iniziato Zumba!"

"Ah che cos'è?"
"E'...uhm... una specie di....come dire.. tipo aerobica ma... più meno sì no"


In pratica non lo so.
Palestra?
Un balletto?
Ginnastica (come dice Madreh)?
Quel corso che guardo mentre faccio attrezzi e prendo per i fondelli (me lo sono sentito dire da due persone e sì, una sei proprio tu, Michela)?

Mamma Wikipedia che-tutto-sa dice:
"Zumba è una lezione di fitness di gruppo che utilizza i ritmi e i movimenti della musica afro-caraibica, mixate con i movimenti tradizionali dell'aerobica".

 
Tutto chiaro insomma.
La leggenda vuole che nei profondi anni' 80 (1986, per la precisione) il coreografo Alberto "Beto" Perez dimenticasse la sua cassettina di musica da aerobica (me lo immagino con gli scaldamuscoli e la fascetta di spugna verde in testa) per la lezione che doveva tenere. Per cui sfoderò dal suo zainetto (attenzione: la storia dello zainetto è citata OVUNQUE, perciò deve essere importantissima) la sua musica, quella che sentiva nel walkman nel tragitto casa-palestra, sempre vestito orrendamente anni '80 con i suddetti scaldamuscoli e la suddetta fascetta di spugna verde, e fece fare una bella lezione ai suoi alunni a caso sulle note di salsa e merengue.
Ovviamente la lezione ha avuto sucesso e bla bla bla e tutto il resto è storia (piccolo particolare: il buon Beto è il coreografo di Shakira. Così, tanto per).

Quindi io sto facendo un corso vintage, insomma. Una delle mie compagne di corso si chiama Jane Fonda.

Vintage o no, io sono una figlia degli anni '80 quindi non posso che amare profondamente questa attività che mi obbliga a mostrare a tutti senza ritegno quanto io sia legnosa e goffa mentre nella mia testa mi sento agile e scattante come una ballerina di Beyoncé.


 La Zumba non deve aver stregato solo me ma pare che da anni ci siano tanti di quelli zumbofili nel mondo da far sì che si sentisse il bisogno di:
- istituire una Zumba Academy
- pretendere che Zumba sia insegnato solo e unicamente da istruttori formati, con tanto ti cartellino, patentino, timbro, menzione d'onore e bacio accademico (esiste anche Aqua Zumba, rigorosamente senza c perchè fa più figo)
- produrre, in vero stile Divah, una linea di vestiti, Zumbawear, che originalità
- creare una serie di video giochi, Zumba Fitness

Insomma Zumba è un marchio a tutti gli effetti, con tanto di logo ufficiale. Guardate qui, questi non stanno bene:
Buon Zumbleanno!


Se volete avere un'idea più chiara di cosa sia Zumba guardate questo video. La canzone (Zumba caipirinha) è la mia preferita: all'ultima lezione, quando l'ho chiesta, una simpatica donzella-mia-compagna-di-corso mi ha dato dell'alcolizzata. Sì, anche tu mi sei simpatica tesoro.