lunedì 10 giugno 2013

Alla fine è successo.

E' accaduto il peggio.
Gli anni '90 sono tornati. Sono intorno a noi, presto ne saremo sopraffatti.
Ce ne eravamo già accorti a Gennaio e ora non possiamo farci più niente, siamo circondati.

Nelle scarpe. Soprattutto nei sandali con il tacco spesso e i listoni. Che sembrano quelli che fregavo da pischella a mia mamma, con 5 cm di tacco, con cui mi sentivo una stragnocca sui trampoli. (Ah, beata gioventù!).

Immagine 1 di SANDALO TACCO MEDIO di Zara

Zara, ma cos'è 'sta roba??? Ma vi siete fatti di acido?
Immagine 1 di SANDALO INCROCIATO APERTO SUL TALLONE di Zara


Oppure nella punta. Lunga tre chilometri tipo strega del peggiore dei libri di Piccoli Brividi.
Io spero che sia uno scherzo.

Immagine 1 di SCARPA CON TACCO PUNTA di Zara

Alla punta ho ceduto anche io, MA A QUELLA NORMALE, di dimensioni umane,

 Immagine 2 di DÉCOLLETÉ APERTA SUL TALLONE BORCHIE di Zara


non a estremità appunte degne di apparire in uno dei mie Tumbrl preferiti: Scarpe de merda.
E poi le Superga, con cui ho litigato da piccola. Carine, anche di pizzo, sì ma sui piedi degli altri.
E francamente non vorrei essere nella loro stessa stanza quando se le tolgono.
Mi bruciano già le estremità delle dita solo a sentirle nominare.

Nelle magliette. L'anno scorso mi spaventavano tantissimo quei maledetti crop top, perchè lo sapervo dove si andava a parare, cari miei. Si andava pericolosamente verso l'ombelico de fora. Io, moderna Cassandra, l'avevo predetto e voi non mi avete creduta, poveri illusi. E ora beccatevene le conseguenze.
L'ha detto Santa Maria Ferragna che indossare una maglietta con l'ombelico in vista l'ha trovato meraviglioso per cui ora mi aspetto di trovare panze di tutte le consistenze in bella vista.

:

Madre! Ora capisco perchè trovavi scandalosa nel 1999 la mia amata maglietta di Fiorucci!
E questa è la prova: sono vecchia. Ahimè.


Nelle gonne. Non fate finta di non averla vista, nel 2012. E' sbucata su qualche sito figo di streetwear e noi, no: abbiamo voltato la testa dall'altra parte.
Se non la vedo, se non la guardo non esiste.
La gonna longuette di jeans.
Longuette.
Di jeans.

http://www.collegefashion.net/wp-content/uploads/2012/07/denimskirt-500x278.jpg


Vi lascio con una ragionamento, care amiche.
Ma perchè vogliono per forza farci tornare alla mente i ricordi agli anni del liceo, perchè? Cosa abbiamo fatto di male per meritarci questo?

lunedì 3 giugno 2013

Total emerald

Il total black, si sa, è una malattia.
Indossare il nero tranquillizza, non attira l'attenzione e, quando al mattino proprio non sai cosa metterti, è una maniera veloce per non applicarsi troppo senza risultare sciatte.
Nessuno si meraviglia nel vedere qualcuno vestito interamente di nero, ovviamente, e sta diventando un'abitudine anche per una malata di blu come me.
Alcuni addirittura non riescono proprio più a staccarsi da una divisa come questa.

E fu sera e fu mattino. Secondo giorno.

Venne poi, qualche anno fa, l'epoca del "X is the new black", modo di dire trito e ritrito che non si può proprio più sentire -ora- ma che qualche anno fa sembrava avanguardia più pura.
Il primo colore destinato a scacciare il nero sembrò il marrone. 
Tutti a caccia di vestiti marroni, quindi.
Dato che del nero esisteva la versione integrale perchè non lanciarsi, dunque, nella sperimentazione del total brown?
Il rischio di sembrare un rifiuto umano era altissimo ma devo ammettere che, riuscendo a mischiare bene tonalità e tessuti, ho bene chiaro ancora oggi nella mente un cosa di una ragazza in total brown che stava anche bene.


E fu sera e fu mattino. Terzo giorno.

Il grido di "X is the new black", dopo il maròn trovo un folto seguito: tutti i colori dell'arcobaleno furono, uno per uno, celebrati come il nuovo erede (degno? Non si sa) del caro e vecchio nero.
Ne abbiamo visto di tutti i colori, è proprio il caso di dirlo.

Blu elettrico is the new black.
Grigio is the new black.
Bianco is the new black.

Quest'anno il colore ultimo grido è il verde.
E io sono anche contenta, perchè amo questo colore.
Nello specifico le altre sfere hanno deciso per il verde smeraldo.

Verde smeraldo is the new black.




Ennò, signora mia, verde smeraldo non è il niù blech.
Ennò, perché se no le squinzie senza un minimo di decenza si sento autorizzate ad uscire come neanche il Leprechaun durante la festa di San Patrizio a Dublino!

Mi sanguinano ancora gli occhi al pensiero della visione di una giovine donzella interamente vestita di verde, e con interamente intendo -rullo di taburi-
- Giubbotto
- Vestito
- Leggins (!)
- Stivali

Ecco, no.
Questo proprio non sono in grado di sopportarlo.

venerdì 24 maggio 2013

That's mine! world tour

Buon venerdì!
Generalmente l'ultimo giorno della settimana lavorativa lo si passa con la mente proiettata verso il we.
La voglia di stare fermi scarseggia e così è anche per That's mine!
-+
Oggi ho voglia di bere un bel tè Pu'er preparato a dovere e mangiare un bel piatto di prawn biryani, magari all'ombra di un pāṭali.
Basta chiudere un attimo gli occhi... ed ecco che ci sono!
 


lunedì 20 maggio 2013

O-o-o occhi di gatto

Nonostante passi delle intere ore a guardare su YouTube tutorial di trucco e parrucco, il make-up è un'"arte" a cui non mi riesco proprio ad avvicinare.
E quando dico che non mi riesco ad avvicinare intendo che sono proprio una completa incapace.
Posso comprare tutta la profumeria, ombretti colorati, prodotti economici o costosi ma finisce sempre che mi trucco con tre cose in croce e sempre le stesse.

Una piccola rivoluzione meicappesca c'è stata ad Ottobre dell'anno scorso.
Dopo tanti incontri e scontri con l'eyeliner in boccetta (devo essere affetta da un Parkinson galoppante perchè quando quando lo provo più che una riga mi viene fuori una linea tipo elettroencefalogramma),  qualche santa ragazza su Twitter (Silvia, eri tu?) mi svela un mistero al cui confronto quello del Santo Graal sembra la soluzione di "Unisci i puntini" su La Settimana Enigmistica: l'eyeliner in pennarello.
Io uso questo di Essence, che trovo perfetto.

https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgWHbIqCPSLxk9Od6gaBlDe3kgxMMQpHP2dcTWPI3NlCQe3OhG822hwAc8L7u9WbXpzujMi3HFeOKFPlMhUd39565H0iarLUgm-aeDE2dKHsA57IOpFEPP66kffGxPF4kUDLv2vbypWWEcn/s320/essence_eyeliner_pen.jpg

Anche in questo caso serve un po' di pratica e circa tre scatole di cotton fiocc da usare per correggere le sbavature ma se sono arrivata IO a riuscire a fare la linea dritta alla prima allora, credetemi ci riescono tutte.

Esistono però delle tecniche che possono aiutare a fare una linea ben proporzionata, con tanto di "linguetta" (come dice qualcuna su Twitter e, no, non è uno strumento di supporto) da gatta.
Per questo viene in aiuto Michelle Phan, Youtuber che ho scoperto da poco e che è solamente una delle guru americane con più iscritti in assoluto.
E con all'attivo alcuni cortometraggi prodotti da lei stessa con l'appoggio di Lancome.
E che di Lancome è solo diventata testimonial.
E che ha trovato un fidanzato bruttino proprio girando uno di questi piccoli film strappalacrime.


giovedì 9 maggio 2013

Fatemi tornare agli albori.

Concedetemi questa vecchia malinconia.
Quando -mille miliardi di anni fa- non avevi fatto in tempo a comprare una cosa nuova (anche lo shampoo, in certi casi) che già era già fotografata, postata e commentata sul blog.
In pratica ora si salta il passaggio blog e si fa direttamente su Instagram (che poi è solo il mio social network preferito, eh).
Per cui fatemi tornare al blog, seppur con le foto di Instagram.

A settembre ho perso gli occhiali da sole, ibn uno di quei momenti in cui sei carica come uno sherpa e sei anche al supermercato a fare la spesa.
Addio, quindi, miei carissimi Rayban marroni che-più-classici-nun-se-pò e benvenuto vuoto.
Io qua c'ho da pensare al dottorato, mica mi posso distrarre e permettermi di comprare cose. Tanto ora giunge l'inverno e la luce se ne va.
Dopo lungo peregrinare pseudoprimaverile in tutti gli ottici della città e non solo, sono approdata a nervi senza speranze e senza idee dove ho visto loro, amori della mia vita.
Tartarugati, interno giallo (giusto perchè io odio il giallo) leggermente "cat-eye".
Me li incarti che li porto via, grazie.

Prada, SPR 17OS

Eppoi c'è la fissa per il verde militare, mio colore del cuore da sempre.
Non potete capire la giuoia nel vedere verde militare ovunque (anche se sono un po' gelosa, ecco).

Diffusione Tessile, sciarpina misto cotone/seta

Visto che si sta scoppiando dal caldo (?) io penso già all'estate e mi compro borse bianche.

Diffusione Tessile, borsa con borchiette dorate

Alla fissa del verde militare si è aggiuta quella del corallo, già che ci siamo.
Un acquisto rimmarrà segreto fino all'11 Maggio, e questo è lo smalto per fare un noiosissimo pendant.

 
 Essie, Too too hot

Nei 4 giorni che ho passato a Patrasso per lavoro ovviamente sono riuscita anche a fare shopping di tipiche cose greche in un tipico negozio greco.
Come no, mi sono infilata da Bershka dove ho preso questo fantastico blazer da combattimento, con fodera in preziosissimo acrilico alzamente infiammabile:

Bershka, blazer

maglietta "so teenager e me ne vanto":
Bershka, t-shirt con fiocco

e collana (giusto perchè io non le produco, no) definita dalla mia collega libanese "radioactive pink". Ok.

Bershka, collana pietre (così dice il sito)

Last but not least, pregiatissimo maglione in materiale altamente artificiale (perchè qui stiamo a badare alla qualità):

H&M, maglione very summer

Basta.
Scusate ma avevo assai bisogno di questo ritorno al passato, con tanto di lacrimuccia.
(In verità ho un periodo di vuoto cosmico da blog e non sapevo come rimediare materiale per un post, ecco, l'ho detto)

mercoledì 8 maggio 2013

Pollo al curry for dummies

Avendo scarso accesso alla cucina, o più precisamente ai fornelli, quelle rare volte che libero accesso a quei strani aggeggi che producono fuoco mi lancio con tutta me stessa e con quel grande entusiasmo che mi spinge verso le cose ignote.
Peccato che la mia abilità in cucina sia veramente scarsa e che si concentri in quelle due o tre cose che faccio in maniera ripetitiva e da cui non mi allontano neanche se mi pagassero, ovvero:
- Cheesecake (non cambio neanche la marmellata, che fantasia)
- Quiches lorrainne (il segreto è buttarci dentro più cose possibili e a caso)
- Muffin (ultimamente non mi riescono neanche quelli, nonostante la ricetta sia sempre la stessa)

Come vedete cose tipicamente italiane.
Per rimanere quindi fedeli alle tradizioni culinarie della nostra amata terra domenica scorsa mi sono data al pollo al curry.
Quale difficoltà!
Lo so ma contate che io riesco a far bruciare anche il pane messo a scongelare sulla piastra al mattino e a fare la pizza con la rucola nel forno.
Nel senso che nel forno ho messo anche la rucola.
Vi lascio immaginare lo spettacolo (Gabri me la mena ancora adesso).

Dunque chissà quali arcani misteri nascondeva la ricetta del pollo al curry!
Bella arzilla apro il sito di Giallo Zafferano e cerco.
TROPPO COMPLICATO.
Ok il pollo prima, ma cos'è tutta quella storia delle verdure dopo, scusa???

Per cui alla mia maniera ho semplificato, il tutto, ho eliminato passaggi (tipo la cipolla e l'aglio, NO) e sostituito cose.
Ovviamente ero preparata al peggio.
Invece è venuto fuori un piatto non solo mangiabile ma anche oserei dire buono.
Se non mi mettesse tutta quell'ansia mi verrebbe da partecipare a una puntata di Fuori Menù con il tema "cucina indiana".
Se solo sapessi di non venire cazziata brutalmente dalle battute lievemente ironiche e polemiche dei due cuochi.

Per cui il passi del Pollo al curry for dummies sono i seguenti (mi sento molto come quelli su Youtube che fanno i tutorial per allacciarsi le scarpe o per soffiare il naso):




venerdì 3 maggio 2013

That's mine! behind the scenes

In questo ultimo mese sono stata presa dal sacro fuoco della fotografia stilllife, in perfetto stile da rivista.
Il perfetto magari non c'è e la rivista neanche ma a me basta solamente uno sfondo bianco senza ombre per essere felice e per farmi sentire un po' più "professionista"!
Così, armata di pazienza (poca), tentativi (molti) prima artigianali e poi recuperati su ebay (leggi lightbox) e dotata di una potentissima video camera quale quella dell'iphone, ho ripreso la trasformazione del salotto di casa in una specie di studio fotografico improvvisato.
E ora voglio condividerlo con voi!
Che ne dite, sono la nuova Steven Spilberg de noiartri?



 

lunedì 8 aprile 2013

L'anello del potere

Con gli anelli ho un rapporto di amore/odio.
Mi piacciono molto come gioiello (prezioso o no che sia), mi piace vederli su una bella mano, mi piace vederli esposti nelle vetrine.
Peccato che non li sopporti poi una volta indossati. E' anche per questo che That's mine! ha una produzione in fatto di anelli veramente scarsa.

Quando ero alle medie avevo trovato in una scatolina in campagna un vecchio anello di mia mamma, una semplice fascia alta di metallo con dei buchini a forma di cuore. Lo indossavo al pollice e mi sembrava di essere una superfiga, ribbbbbelle e anche un po' altenativa. 
Lo mettevo tutti i giorni e tutto il giorno, se non ricordo male non lo toglievo mai. Infatti si era ossidato e mi lasciava sempre sulla pelle quella classica ombra verdastra che lasciano i metalli non particolarmente di qualità.
Quando andavo dalla nonna avevo l'obbligo categorico di toglierlo e di strofinare via la macchia perchè non era carino per una ragazzina della mia età portare anelli al pollice e tantomeno avere macchine sulle dita. Eh.

Passato l'anello cuoricioso non ho mai più portato anelli. Li compravo perchè mi piacevano ("Certo che lo indosserò!") ma poi non riuscivo a tollerarli per più di dieci minuti.
Grossi e ingombranti, isterica come sono, dopo il primo minuto iniziavo a girarli, toglierli, abbandonarli in giro: non potete immaginare che fastidio mi dava la sensazione dell'anello una volta tolto.

Dopo anni di odio è ritornato l'ammmore: mi sono fatta regalare da mammà due anelli turchi ENORMI, talmente grandi che era impossibile perderli. Ho iniziato a metterli per poco tempo, per una serata o un apertivo e poi sempre di più, finche non mi sono abituata e l'idea di avere nuovi anelli prendeva piede nella mia testa sempre di più.

Da lì il passo verso il primo anello pseudo serio è stato breve. In quel periodo mi affascinavano tantissimo gli anelli con le iniziali incise (chevalier ring se volete tirarvela da fashionista) ma ero dilaniata dal dubbio "Me lo metterò? E se è troppo ingombrante e mi da fastidio? E se poi lo lascio lì? E se poi... etc., etc.".
Alla fine un bel chissenefrega mi ha convinto, il compromesso dell'argento mi sembrava un rischio accettabile e l'ho comprato. Ed è andata bene.
L'anello ha passato il test "irritabilità livello Iaia" e spesso giace al mio anulare destro.

Non pensiate che nonostante tutto non ci siano stati degli enormi fail, tipo, ad esempio, la replica di quello di fidanzamento di William e Kate. 
Nella mia prossima vita -quando imparerò ad essere un filino più sicura di me stessa e meno vergognosa- lo indosserò con disinvoltura e ne riderò insieme alle mie amiche.

Tutto questa introduzione era per parlane non di anelli bensì di porta-anelli.
Poi ci si domanda perchè io scriva poco sul mio blog. 
Perchè non scrivo dei post ma delle Enciclopedie Treccani. E l'Enciclopedia Treccani mica si scrive in un giorno, caro mio.
Quindi dicevo, una mega introduzione per dire tre righe sui porta-anelli:
io uso una semplice coppetta presa da Coin per il puro poco prezzo di 1,50€.
Ecco.
Poi capisco perchè mi danno della prolissa.

Vi lascio con alcune foto dei miei ricchi possedimenti e poi qualche idea carina scovata nel web per voi.




Ecco qui nel loro sommo splendore la mia enorme quantità di anelli.

Fila in alto, da sinistra:
- anello di Kate già citato
- anello con pietra dura viola (di mia mamm, mai messo ma mi dispiace metterlo via)
- anello con pietrine turchesi regalo di onomastico da parte di madre, grande amante di anelli, la quale spera di convertirmi all'uso totale di questi gioielli
- anelli turchi ENORMI
- anello tipo Pomellato

 Fila in basso, da sinistra:
- anello fatto da me medesima con un bottone tutto diamantato. Very fine et elegante.
- uno dei primi anelli realizzato da me bamboccia, con bottone in madreperla
- anello di madre da giovane che riesco a sopportare bene perchè sottile
- altro anello di madre da giovane, talmente sottile e piccolo da non sentirlo neanche (infatti sono sempre lì a guardare se c'è perchè ho il terrore di perderlo). Vive la sua seconda vita grazie alla moda recentemente scoppiata della "tiny jewelry"
- anelli regalo da genitori e fratello per il dottorato: sono tre fedine diverse che porto tutte insieme o una alla volta a seconda del mood.
- l'adorato "anello del cavaliere" con le mie iniziali.






Ecco ordunque le idee porta-anelli scovate durante i miei giri on line; me li comprerei subito tutti se avessi quattordici fantastigliardi di anelli e una stanza da 120 metri quadrati dove metterli.

Anthropologie



Anthropologie again


Von Maur
Michael Aram Ocean Coral Ring Holder

Urban Outfitters


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Queste sono più porta fedi per un matrimonio, ma l'idea resta sempre carina:

BHLDN


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Scatolina semplice antica, recuperata magari in un mercatino dell'antiquariato

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