mercoledì 14 marzo 2012

La mia droga del momento: i tutorial di Luxy Hair

Chi non ha mai guardato un tutorial su You Tube alzi la mano.
Sia che parli di trucco, acconciature, ricette, DIY o di qualsiasi altro argomento una cosa si può sempre dire: sono ipnotizzanti.
E più se ne guardano, più se ne vorrebbero guardare.
Il più delle volte io ne rimango -come tutti- incantata e il fatto che sia un tutorial, quindi una cosa che potenzialmente chiunque potrebbe riprodurre, mi piace e mi tranquillizza di per sè.
Il dramma viene quando si tenta di rifarla.

I disastri maggiori li ottengo nel campo make-up.
"Massì, è facile sfumare l'ombretto, dai, basta passarci un po' il pennello sopra come fa lei".
E allora perchè il mio risultato sembra più simile al panda a rischio estinzione del WWF piuttosto che a quello della diva di turno a cui il trucco è inspirato???
Così spesso mi accontento della sensazione appagante che ho nel guardare il filmato e stop.
Ovviamente la cosa si applica anche al tutorial suoi pancake, a quello sui nodi cinesi, e così via.
La fanno facile, loro. Fai un po' così, un po' cosà, passi sopra, passi sotto e fine.
Fine un cavolo, è inutile che te la tiri tanto, la produzione dell'antimateria in confronto è una roba da ragazzi.

Per questo quando sono capitata sul canale Youtube di LuxyHair sono rimasta un po' interdetta.
Sì, è vero, alcune cose sono un po' complicate, ma altre sono veramente semplici, "a prova di scemo" direi io.
Ma partiamo dall'inizio.
LuxyHair è il brand (passatemi l'inglesismo) di due sorelle, Leyla e Mimi, azerbaigiane di origini, canadesi di adozione, che hanno messo su un'attività commerciale di extension per capelli (se volete sul sito trovate tutta la storia). Come conseguenza hanno aperto un canale You Tube per spiegare le caratteristiche dei loro prodotti, i colori, le lunghezze, come fare ad indossarle, come curarle, e via dicendo.
Da cosa nasce cosa, per cui le due Luxy Sisters -come si sono autodenominate- hanno incominciato a fare tutorial su acconciature varie, con o senza extension.
La cosa che mi piace, soprattutto nei video di Mimi, è che i procedimenti sono veramente semplicissimi. Dalla preview del video si può pensare infatti che quel risultato fantastico sia frutto di ore e ore di procedimenti lunghissimi e complicati.
E invece no. Tre passaggi, arrotoli un po' qui, fissi lì con tre forcine, giri ed è finita.
Una caratteristica di Mimi, oltre ad un inglese comprensibilissimo in quanto non è madrelingua, è quella di inzire i suoi video dicendo che la acconciatura che sta per mostrarci è super easy e velocissima e si perdono veramente tre minuti.
A lei devo l'essere riuscita a capire, finalmente dopo (quasi) 28 anni, come cavolo riuscire a sistemarmi il ciuffo. Poi se non me lo faccio tutte le mattine è un'altro paio di maniche *ehm* però almeno so qual è la procedura.
Non vi dico i primi giorni dopo la mia fantasmagorica scoperta. Ho guardato quasi TUTTI i loro video, ne ero drogata, anche perchè sono simpaticissime, sono semplici, sono varie.Oltre al "parrucco" infatti, nel loro secondo canale EverythingLuxy parlano anche di trucco, di vestiti con il oro "Outfit of the day" (io adoVo lo stile di Mimi - sì, ok, è la mia preferita delle due), di prodotti vegani/cruelty free, di viaggi, e tante altre cose.

In pratica le amo. E voi le amerete con me!

Per avere un'idea della semplicità dei loro tutorial vi lascio qualche video:





Ecco, lo sapevo, ho messo quasi tutti video di Mimi :) Leyla ha un stile un po' diverso dal mio, ma guardate anche i suoi, è bravissima (infatti i suoi tutorial sono un po' più complessi), anche nel trucco!

mercoledì 7 marzo 2012

"i love you" food

Metti una domenica pigra, un momento noioso e una pallina di pasta sfoglia avanzata dalla torta salata fatta il giorno prima.













lunedì 5 marzo 2012

Unusual recipe

Lovestru.ck (via - 100 Layer Cake) spiega in una maniera originale come seguire una ricetta. Queste sono, in particolare, per San Valentino (un po' in ritardo). Ma l'idea delle gif animate mi piaceva troppo :)

The campari kiss


Chocolate covered strawberry trifle


martedì 21 febbraio 2012

A new hobby (quanto durerà?)

Pasta di sale. Fiori secchi. Stencil. Decoupage. Cartonaggio. Uncinetto. E, alla fine, bijoux.
Senza contare quanto tempo ho perso da piccola in campagna con la mia roncoletta a togliere la corteccia dai rami di nocciolo per creare archi, frecce, cestini, canne da pesca.
Diciamo che, se può esserci un hobby che come fine ultimo ha la realizzazione di qualcosa, io ho -quanto meno- tentato di farlo. Sui risultati stendiamo un velo pietoso, grazie.

L'ultima frontiera del pericolo e del divertimento è stata intrapresa la settimana scorsa.
E' il simbolo della giovinezza.
E' l'ultima moda in fatto di tendenze (eeh?)
E' contemporaneità allo stato puro.
E' FARE LA MAGLIA.

Giovani discorsi estivi nati su altrettanto giovani spiagge elleniche hanno pianificato sul lungo periodo una simpatica serata (invernale e anche fin troppo, questa volta) all'insegna di aghi e gomitoli.
La lezione sulle prime è stata imbarazzante: gestire fili, gomitoli e aghi lunghi tre chilometri non è proprio una di cui nasci imparato. Non oso immaginare la complicatezza del "fare la calza", usando ben tre, dico tre, aghi (vi ricordate Tesoro, la moglie di Giannicaro, in Lilli e il Vagabondo?)


Lentamente si inizia a prendere la mano con il diritto: ago destro, gira il filo, togli il filo dall’ago sinistro, ago destro, gira il filo, togli il filo dall’ago sinistro. E così avanti, a ripetere quei gesti all’infinito. Quegli stessi gesti che da piccola guardavo incantata fare dalla mamma, dalla nonna e dalle zie. E all’improvviso un flash nella mia testa mi presenta un’immagine di tanto tempo fa: il giardino della casa in campagna, durante i lunghi pomeriggi d’estate, tutte raccolte sotto le magnolie, ognuna presa dal proprio lavoro e dalle chiacchiere (“Zia, c’è un nodo gigante nel gomitolo, me lo sciogli?”).

Ora è il turno del rovescio, aaah, rovescio quanto ti odio! Perché sei così complicato??
E poi un dritto e un rovescio, un dritto e un rovescio, per fare il punto riso o le coste.
"Ma qui è tutto sbagliato, secondo te ora cosa devo fare? Mi sono scappati i puntiiiiiiii"

E quella che inizialmente doveva essere una sciarpa è diventato uno sgorbio:


Non ho futuro.
Meglio che ritorni ai bijoux.

lunedì 6 febbraio 2012

I believe in miracle (?): olio di Argan

In principio fu il Moroccanoil.
Una iaia disperata si aggirave per le città alla ricerca di questo miracoloso prodotto che sembrava potesse cambiare la vita capellifera delle povere persone oppresse da crespe chiome. Eppoi lo usano anche le star di Hollywood, quindi, eh.
Disperati appelli vennero lanciati anche nella sfera del web (leggasi Twitter) senza ricevere la benchè minima risposta. Ecco, bravi, ora sentitevi in colpa.

Ormai disperata, una sera scoprii che il Moroccanoil e l'olio di Argan sono in pratica la stessa cosa.
Intanto Moroccanoil è un marchio. In più è formato da olio di Argan + siliconi. E tutte le smanettone di Inci e affini dicono che i siliconi siano il MALE. Io non so perché, ma mi fido.

E così partì la ricerca sul world wide web, alias vùvùvù.
Tra un link, una recensione su un forum e un commento a un blog scopro che molto spesso quello che chiamano "Olio di Argan puro" poi tanto puro non è. Più persone scrivevano poi che sul sito Le antiche ricette dei monaci è veramente puro al 100% senza schifezze aggiunte, così in una noisiosa domenica pomeriggio d'inverno faccio click su "compra" senza pensarci troppo.
Bisogna pur sperimentare, eh.

Considerazioni.
Io sono sempre una naïf che pensa che il prodotto in cui -al momento credo- fermamente mi cambi la vita totalmente. Ovviamente non è così. Coi capelli crespi sono nata e con i capelli crespi rimango.
L'olio di Argan certamente aiuta a disciplinarli, e in più può anche essere utilizzato sulla pelle come idratante (e di quello c'è sempre bisogno). Ma ovviamente non fa il miracolo.
Ah, occhio ad esagerare, o altrimenti appena si asciugano i capelli sembrano subito da rilavare.

Che la mia strada maestra siano proprio i siliconi?
Meglio sui capelli che da qualche altra parte, certamente.


giovedì 19 gennaio 2012

Dentro il mio armadio (no, non si parla di vestiti)

Questo post è il degno successore del post precedente.
Spiego meglio, la mia maniacalità per l'ordine esplora anche altri diversi ambito, come ad esempio quello del guardaroba.
La mia puntigliosità, in questo caso, è però diretta verso un oggetto in particolare che popola i nostri amati/odiati armadi, ossia l'appendino. O la gruccia, come alcuni dicono.

Non c'è nulla che mi dia il prurito come aprire le ante e vedere ganci di ogni forma, altezza, dimensione e materiale differenti, accozzati tra di loro, regalando scenari della categoria postbellica.
Non importa se dentro sono appesi cappotti Miu Miu, vestiti Armani, giacche di Chanel e chi più ne ha più ne metta. Si possono avere tutti i più grandi nomi del fashion system sistemati in ordine alfabetico ma, se gli appendini sono tutti diversi dagli altri, l'effetto sciatto è assicurato.
Per combattere questo male che impera nelle nostre camere - o nelle vostre cabine armadio, perché io purtroppo non la ho - io mi sono armata di tutte le buone intenzioni, sono partita alla volta di Madre Natura Ikea e sono tornata, nel tempo, con i miei bei sacchettoni di carta pieni di questi

che i cervelloni dietro al marchio svedese hanno simpaticamente chiamato Bumerang.
Papàààà! C'è qualcuno che fa battute peggiori delle tue!

Codesta manna a poco prezzo può rendere impeccabile qualunque armadio, siore e siori, si che le lasciate nature, sia che le dipingiate il qualsiasi colore se siete dell'appasionate del DIY aka fai-da-te.
Il web pullula ovviamente di idee carine:

- dipinti, manumanie


- con una graziosa copertura di stoffa, The garter girl


- rifasciati di tessuto (questi sono bellissimi), The moptop maven


- personalizzati con il proprio nome o la propria iniziale, The papery nook (Etsy Shop) 


- decoupaggiati, con le carte che più vi aggradano, Bella Bag's Blog


Personalmente, mi piacciono poi questi tutti paffuti, ma ho sempre pensato che fossero scomodi e un po' ingombranti



Bene.
Per adesso i miei rimangono così come sono. Anzi no.
Tempo, tempissimo fa Mari sul suo blog Il guardaroba perfetto (ex Raccolta differenziata chic), suggeriva di decorare i propri appendini con dei semplici fiocchetti, così:


Io ho scelto della fettuccia di cotone un po' più alta e l'effetto è questo:


L'unico problema di questi arnesi lignei dal comico nome hanno un piccolo difetto. Fanno spessore, sono un po' ingombranti e i miei vestiti -poverini- tutti nell'armadio non ci stanno.
Indi per cui ho cominciato a raccattare quelle grucce metalliche su cui sono appesi vestiti, giacche e pantaloni quando si ritirano dalla lavanderia e li ho destinati ad accogliere i miei vestitini che, per fortuna, non sono mai troppo pesanti e spessi per cui non hanno bisogno di molto supporto.
Il dramma è che il numero dei vestiti nuovi è maggiore rispetto a quello dei capi portati a lavare in lavanderia (nel senso che si lava tanto in casa e poco in lavanderia, non che non laviamo la roba eh) e la quantità di grucce sottili è sempre scarsa.

QUINDI c'è sempre bisogno di appendini metallici, quelli sottili, quelli che non considera nessuno e tuti buttano via, capito? Mandatemeli via posta e mi renderete una donna felice (scherzo, ovviamente)!
E visto che sono parecchio tristi visti così, assai presto (quindi fra tipo un anno) saranno rifasciati interamente così (Green Eyed Monster):



mercoledì 4 gennaio 2012

Parliamo di multipersonalità.

In me convivono due iaie diverse, anzi, opposte.
C'è la iaia ossessionata dall'ordine estremizzato alla maniacalità.
E c'è la iaia pigra all'inverosimile che entra in casa e getta la giacca sul letto perché appenderla è troppo faticoso.
La prima piega alla perfezione i maglioni e li mette nel cassetto ordinati per colore.
La seconda si toglie uno dei suddetti e lo lancia appallottolato nell'armadio, in fondo, nascosto, perché i sensi di colpa non lo vedano.


Quando ho comprato l'iPhone (in verità anche prima), in procinto di dover spostare tutti i miei cari mp3 nel nuovo cellulare, mi sono impegnata di riordinare il mio iTunes.
In verità non è che prima fosse disordinato -ho un certo metodo nel classificare le canzoni- ma alcune cose erano incomplete, avevano errorucci che disturbavano la mia "iaia meticolosa".
Per cui mi sono messa, di buona lena, a riordinare tutto.

"Una lettera al giorno, dai, e in un mese è fatto tutto".

Se, bona.

Quando parto così è il D.E.L.I.R.I.O. Si inizia il primo giorno durante il quale perdo un pomeriggio intero per arrivare alla lettera L. E dopo il vuoto cosmico.
Stufa di sentire sempre le stesse tre canzoni -che in verità magari sono dieci ma io skippo sempre le altre sette- mi decido a fare ordine e ad aggiungere pian piano qualcos'altro.
Lentamente. Con calma.
Infatti ci ho messo più di cinque mesi. Ottimo.

Ma andiamo ora ad elencare le caratteristiche di quello che io ritengo essere un mp3 ordinato, perché vi vedo frenetiche e curiose di sapere la struttura del mio iTunes. Quale giuoia!


- Prima di tutto non deve essere un live, a meno che non sia esplicitamente voluto. I live sono sempre irregolari, non veritieri -e qui si pretende la verità- eppoi c'è il fastidiosissimo pubblico che applaude/canta/urla. Anche no. Io devo essere l'unica a cantare sopra la voce di quel poveretto che vede straziata, distrutta, divelta, fatta a pezzettini da me la sua canzone, sulla quale aveva dedicato tanto tempo.
- L'mp3 in questione deve iniziare e finire perfetto. No a voci che non c'entrano niente all'inizio, silenzi alla fine, interruzioni, salti ecc.
- Titolo, artista, album e qualunque altro dato scritto devono avere sempre le iniziali maiuscole. Non chiedetemi perché, ho iniziato così e ora vedere un'iniziale minuscola mi da i brividi.
- Ogni mp3 deve possedere: titolo corretto (comprensivo di parentesi, secondi titoli ecc), artista, album, testo e immagine della copertina dell'album. Sembra facile, vero? E INVECE NO. E' la cosa più complicata e lunga che si possa immaginare. Prima di tutto apro un sito di testi di canzoni e -quasi in contemporanea- Wikipedia per anno, album, info varie ecc. Poi su Google immagini vado a scaricare la copertina. E carica tutto poi su iTunes, il cui programmatore deve aver pensato alla sua configurazione con l'accetta da boscaiolo, tanto è simpatico da usare.
- Se si tratta di una collaborazione metto (feat. X) -scritto proprio così eh- nel titolo

Man mano che vado avanti nel lavoro certosino scopro sempre che esistono tante altre caselline da riempire, ad esempio anno, numero di tracce e posizione della canzone nell'album e ovviamente io ho intenzione di riempirle tutte.

Ieri sera sono riuscita nell'impresa titanica.
Ho finito.
Ho caricato *quasi* tutto.
Sono andata a dormire soddisfatta e contenta, vittoriosa su questa terrificante sfida.

E stamattina cosa faccio?

"Allora cosa fece?
Voi tutti chiederete?"

Si fece un'altra casetta piccolina in Canad.. Ehm, la sventurata aggiunse una cinquantina di altri mp3, ovviamente senza nessuna informazione dentro, così dovette ricominciare tutto da capo.

Gianni! L'ottimismo è il profumo della vita!